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    30-9-2007

    realtà e logica

    se la realtà fosse opinabile non sarebbe realtà.
    la realtà può al massimo avere diversi livelli di manifestazione, ma sempre una è, globalmente. ogni livello di espressione della realtà non è assolutamente in contrasto con gli altri livelli, ed è legato ad essi, e tali livelli si manifestano sempre tutti insieme. ne deriva che la logica è una, perchè la realtà è una.
    20-9-2007

    processi causa ed effetto

    le teorie fisiche più in voga tendono a snobbare il vecchio meccanicismo, e anche in generale tutte le teorie "new-age" sui vari settori della  conoscenza tendono a farlo.
     
    l'uomo purtroppo ha un limite sia nella raccolta dati che nell'elaborazione degli stessi. e l'unico meccanicismo che è considerabile sbagliato è quello lineare, cioè CAUSA---------->EFFETTO, oppure CAUSE----->EFFETTO, oppure CAUSA----->EFFETTI. ritenere il meccanicismo CAUSE----->EFFETTI erroneo mi pare quantomeno feticistico. il fatto è che ogni manifestazione del creato ha talmente tante cause che noi non possiamo che considerare solo quelle dominanti, e quando c'è qualcosa che va in contrasto con queste ci sentiamo in dovere di spiegare il tutto implementando una quarta cosa (la terza è la freccia :D ) che rende necessariamente sbagliato il metodo vecchio. in realtà la statistica, il calcolo probabilistico, la fisica quantica, la telepatia, dio, e tutte queste cose new age che fanno finta che ci sia della roba che se ne va per i cazzi suoi senza spiegazione non sono altro che un'approssimazione che va a sopperire alla carenza dell'uomo di raccogliere TUTTE le cause, di considerare TUTTE le percentuali di incidenza su ogni effetto in cui hanno partecipazione, e di calcolare TUTTI gli effetti. quindi è una scorciatoia. ciò non significa che è il meccanicismo ad avere un limite che va superato, ma significa che l'uomo ha un limite a cui deve ovviare in qualche modo.
     
    non vale solo per gli astri. vale anche per le scienze comportamentali, per l'economia, per ogni cosa che c'è su questo mondo. c'è chi pensa che il comportamento umano non sia spiegabile e non abbia un semplice meccanismo alla base, ma che ci sia qualcosa di più. c'è chi pensa che se uno pensa a una persona e gira l'angolo e la incontra non sia una combinazione ma che ci sia qualcosa dietro. c'è chi pensa che se un fotone passa per una feritoia larga come la sua lunghezza d'onda, lui può "decidere" se andarsene a destra o a sinistra secondo le leggi di rifrazione, c'è chi pensa che uno che trova cause a un comportamento umano stia necessariamente sbagliando.
     
    io penso che sia così:
     

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    dove lo spessore delle righe (e anche il colore ma chissene) rappresenta la percentuale di incidenza di una causa su uno o più effetti. volutamente non ci sono frecce, perchè gli effetti a loro volta sono cause, e possono andare ad interagire con alcune cause che portano altri effetti. avrei dovuto fare anche qualche riporto tra causa e causa e tra effetto ed effetto, ma era sbattito. l'umano medio considera le cause dominanti, quelle rosse e più grosse. il pensatore o lo scienziato medio o chi volete un po' più avanti considera anche le concause, tuttavia ci sono le cause bianche ( asd =P ) che non sono umanamente considerabili se non in gruppo o a livello statistico perchè sono troppe per la nostra capacità di calcolo, e hanno una percentuale di incidenza talmente bassa che tendono a essere trascurate.. voi però immaginate 1397561873561873581735687 concause con incidenza notevolmente inferiore all'1% su un effetto.. magari hai una causa dominante al 50% e non capisci come in un altro contesto la stessa causa porta a un altro effetto.

    da questa immagine simbolica deduciamo alcune cose facendoci aiutare dalla grafica.

    1. è un gran casino
    2. le cause infinitesimali sono bianche+lo sfondo è bianco=tutto ha una partecipazione in tutto
    3. il demente potendo considerare meno cause tende ad assegnare molti effetti al "caso" o a qualcosa di trascendentale, e abbiamo la maggioranza delle persone.
    4. se qualcosa è complesso significa solo che i meccanismi cause--->effetti che lo governano sono più intrecciati
    5. tu puoi avere una causa che è dominante per un effetto, e invece che incide solo per un 3% in un altro effetto.
    6. se un effetto ha una causa dominante in genere, ma a volte non funziona significa che questa causa, benchè dominante, non supera il 50% di incidenza, e più la percentuale di cause a minore incidenza è alta, e più queste cause sono numerose e piccole, più si è portati a pensare che non ci sia una causa, o che ci sia una parte di trascendenza, o altre cazzate del caso. cazzate. sbattiti o vai a statistica ma non dire che non c'è meccanicismo dietro.
     
    esempio:
     
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    ecco un grafico a torta per meglio rappresentare.
     
    abbiamo che la torta è per esempio "un uomo insicuro di sè". ogni fetta è una causa. abbiamo la causa numero uno che è il padre autoritario. poi incontriamo una persona molto sicura di sè che anche lei ha il padre autoritario, e anche nel suo caso è una causa con incidenza del 45%.. e pensiamo che esista l'anima. no. le cause sono tante e ognuna ha il suo peso. non le possiamo conoscere tutte. prendiamo le dominanti. inoltre se una causa occupa il 45% di causalità di un evento non significa che non possa anche rappresentare una percentuale di incidenza altissima di un evento di natura opposta. e anche questo può portare a pensare che allora quella non sia una causa  dei 2 eventi, o che lo sia in maniera meno incidente, perchè componente principale di 2 eventi opposti. sticazzi. ti insegna invece che le cause interagiscono tra di loro.
     
    ora immaginate un fisico che ha a che fare con un fotone che sembra "scegliere" da che parte andare, o a destra o a sinistra.. può un misero umano calcolare l'interazione tra quel fotone e ogni ASTRO e ogni RADIAZIONE che lo circonda? direi di no. solo che io credo sia evidente che il fatto che un fotone possa andare o meno a destra sia dovuto proprio a questo casino di interazioni. invece i fisici dicono che c'è una cosa che non si sa cosa sia per cui il fotone può scegliere, e la prendono come dimostrazione dell'inesattezza del meccanicismo.. mi pare molto azzardato. eppure è accettato globalmente. eppure a me pare palese che sia solo derivato da una necessità di approssimazione, e che di fatto non sia la negazione del meccanicismo.
     
    concludo asserendo che, siccome ogni causa è a sua volta anche un effetto, e viceversa, non ha senso parlare di cause ed effetti ma di tante.. entità meccanicistiche, non so, particelle meccanicistiche, elementi meccanicistici. interagenti meccanicistici forse è più adeguato.

    domande di un po' di tempo fa

    1. ha senso non fare qualcosa che si vuole fare o fare qualcosa non del tutto volentieri per paura del giudizio degli altri?
    2. ha senso preoccuparsi che la gente possa pensare male di te se questo pensar male non è vero? e se è vero ha senso preoccuparsi che lo pensino?
     
    è ovvio che le risposte a entrambe le domande devono essere obbligatoriamente NO
     
    per chi avesse dei dubbi sul no ovvio aggiungo: ha senso circondarsi di persone che ti accettano solo se non sei te stesso?
     
    per chi pensasse di essere sbagliato aggiungo: ha senso non esprimere sè stessi per paura di essere sbagliati? e se si è sbagliati davvero ha senso non essere sè stessi per non essere sbagliati?
     
    per chi pontesse pensare che ha senso aggiungo: se il proprio essere sbagliati non porta a danni è davvero sbagliato? e se il proprio essere sbagliati porta danni non è forse meglio aver sbagliato e imparato che non aver sbagliato per prudenza e quindi tenere un controllo su una parte di sè?
     
    per chi potesse pensare che anche l'ultima cosa va bene aggiungo: non è forse vero che le parti di noi che non riusciamo a controllare nei momenti in cui siamo messi alla prova (in senso lato) sono quelle che ci teniamo a freno o che non abbiamo occasione di manifestare?
     
    per il resto esiste una serie di cose che va bene tentare di non esprimere, tipo uno non può andare ai 300 in centro abitato finchè non rischia la vita e allora poi va piano perchè ha imparato. ma è una gamma di casi almeno il 70% inferiore di quella considerata "da controllare" dai più. quindi il tutto si riduce all'analisi di ogni forma di autorepressione e dove non si rischia un danno personale effettivamente grave generalmente è sbagliato controllarsi.
     
    focus sui rapporti umani (sempre in relazioni a casi che non creano danni eccessivi a sè stessi o agli altri): puoi permetterti di sbagliare, perchè se realmente hai capito che ti sei sbagliato, e chiedi scusa (perchè c'è chi si controlla per questioni di onore.. torna il discorso di prima), non esiste che non si perdoni.
    17-9-2007

    sega mentale delle 14.54

    ciò che è perfetto non può diventare più perfetto, perchè significherebbe che lo stato precedente non era di perfezione.
    eppure la perfezione non può avere limiti, altrimenti ha un difetto.
     
    apparentemente i 2 concetti si scontrano ma praticamente no 
    16-9-2007

    non so che titolo mettere, intanto ci penso =P

    l'ignoranza è l'origine di molti mali, ma ancora peggio è la convinzione di non essere ignoranti e non cercare di conoscere le cose prima di affrontarle, e prendere quello che si sa già come la totalità delle cose da sapere
    6-9-2007

    la figura geometrica perfetta

    è per convenzione la sfera, è uguale da qualunque parte la si guardi.
     
    un matematico cecoslovacco, nel 1800, ipotizzò che doveva esistere un altra figura geometrica perfetta come la sfera, cioè uguale da qualunque parte la si guardi, geometricamente omogenea.. ipotizzò che doveva esistere in uno spazio a oltre 600 dimensioni. a fine del 1900 alcuni dei matematici più facoltosi del mondo stesero 60 Km quadrati di dimostrazione in cui dimostravano effettivamente l'esistenza di questa figura, ci misero anni..
     
    ora io non vorrei essere presuntuoso, ma secondo me ogni sistema dimensionale abbia la sua figura perfetta.
     
    esempio.
     
    spazio a 1 dimensione: il punto (da qualunque parte dello spazio a una dimensione lo si guardi è uguale)
     
    spazio a 2 dimensioni: il cerchio (da qualunque parte dello spazio a 2 dimensioni lo si guardi è uguale)
     
    spazio a 3 dimensioni: la sfera (da qualunque parte dello spazio a 3 dimensioni blabla)
     
    spazio a 4 dimensioni: l'unico riscontro quadridimensionale che abbiamo nella realtà è il 3+1 di spazio + tempo, quindi facciamo una sfera che nel tempo resta invariata (il tempo lo sbatti come quarto asse irrappresentabile)
     
    quindi io penso che in ogni sistema dimensionale ci sia questa forma.. ma parlo da ignorante e sicuramente mi sbaglio..

    potere

    la conoscenza (in senso lato) è indipendenza, omeostasi antisbattito (intesa come non lasciarsi trascinare, intesa come l'uomo che anzichè sviluppare la pelliccia scopre il fuoco), ed eventualmente dominio.

    gli aspetti negativi della televisione e dell'inquinamento culturale in generale

    inquinamento culturale.. me lo sono inventato ora e suona bene
     
     come dicevo qualche post fa, qualunque valutazione da parte della nostra materia grigia è tendenzialmente di tipo probabilistico, salvo intrusioni da parte del superego. e la statistica di questi meccanismi è ovviamente influenzata dal numero e dalla entità delle esperienze.
     
    inutile spiegare a cosa porta l'assunzione in gran quantità di esperienze irreali, ma qui volevo parlare dei surrogati della realtà che ci propina la televisione, perchè sono quelli che influiscono poi maggiormente nella vita quotidiana, visto che cmq l'umano medio è in grado di scindere la realtà dalla finzione (finzione come la percepisce nel suo immaginario, magari una cosa per uno è fittizia e per un altro è reale).
     
    si può essere portati a pensare che se la tv mostra alcuni difetti delle persone rappresentandoli in maniera negativa allora questo abbia uno scopo educativo.. stronzate. esempio generico:
    la tv mostra le persone con un certo difetto in maniera ridondante, tra telefilm, film, fiction, trasmissioni varie, e lo rappresenta in maniera negativa. la percezione immediata è "la cosa è negativa" però succede che nel subconscio viene memorizzata una enorme quantità di questi esempi dove la gente non controlla questo particolare difetto, quindi quando è sollecitato in noi direttamente si perde di autocontrollo perchè il fatto che si percepisca come diffuso lo rende più lecito e perdonabile (dagli altri o dal proprio superego). detta alla biNbo se tanti sono così e lo sono anche io è meno grave.
     
    esempio diretto a cuore a tante giovani coppie: CORNAAA!!
     
    se la tv (o il cinema, vedi pirati dei caraibi, cast away, etc) mostra ripetutamente questo fenomeno anche in maniera negativa, hai che nell'immaginario collettivo col tempo viene percepito come cosa diffusa e quindi più lecita.. è intuitivo, se una cosa è male e la fa una sola persona allora si sta attenti a non farla nel caso, se invece la fanno il 90% delle persone quando si è lì e si è tentati a manifestare questa pulsione negativa si dice "ma perchè sono nel 10% degli scemi?" e si ha anche l'opinione che sia meno grave (e di fatto in senso pratico è anche così, sono modifiche che cambiano la cultura lentamente). se poi come in alcuni casi viene anche mostrata come una cosa su cui si può tranquillamente passare come se niente fosse.. alè! :D
     
    fate tutti i parallelismi del caso, ciau!
     
    edit: parallelismo 2: semi diretto e quindi semigenerico.
    in televisione si rappresenta l'importanza dell'apparenza. il pubblico tende a dare all'apparenza l'importanza che vede essere data in televisione. (detta rapida che era sbatti metterla bene come sopra, ma avete capito)
     
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