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    27/07/2007

    risolvere i problemi how-to

    *da una conversazione con eryka, che mi ha sollecitato per la 28756° volta questa settimana l'argomento*
     
    1. se ci salti fuori da solo ne trai il massimo guadagno
    2. l'importante è sapere sempre cosa si vuole, e sapere cosa sta dietro a ogni propria reazione e sensazione
    3. sbagliare essendo sè stessi è il miglior modo di sbagliare
    4. spesso ogni soluzione al problema porta si aspetti negativi che positivi, quindi sbagliare non esiste.
    5. se la situazione si risolve con azioni generate dal proprio modo di essere allora le conseguenze saranno collegate al proprio modo di essere e permettono di maturare, acquisire quindi esperienza, e quindi intelligenza
    6. se si risolve con azioni forzate e comandate da "mah faccio così perchè bisogna fare così" o "mah non faccio questo perchè non si fa" o "io farei così ma non mi pare logico" o "non esiste che IO ecc ecc" (o altre questioni di onore o morale, inventatevele) allora le conseguenze saranno collegate a un essere non proprio e quindi si acquisiranno esperienze e si faranno valutazioni sulle conseguenze che porta un essere non tè stesso, ma a un qualcun altro che non sei tu.. bella merda!
     
    il difficile è sempre stare attenti a non inciampare in meccanismi comandati dal superego, tipo partire da matrici morali o di onore o similia nelle proprie valutazioni, perchè spesso lo si fà di continuo e ce lo si tiene nascosto.. perchè sono meccanismi che si autodifendono. state all'occhio e basta, e ricordatevi che quando ragionate non c'è nessuno che vi legge nella testa, e potete pensare quello che volete. non vi spaventate se dentro siete delle merde, siamo tutti uguali, al massimo è fuori che ci si deve controllare per leciti motivi sociali e interpersonali. ma vanno bene solo se si ha ben chiaro ciò che si ha dentro e ciò che si sta soffocando in funzione di una convivenza serena col prossimo. e ricordate che forse è tutto sbagliato e il vostro credere di essere nel giusto e convivere serenamente col prossimo in realtà è la modalità peggiore esistente, e con altro comportamento magari meno represso ma un po' più "stronzo" potreste trovarvi in una situazione dove state meglio sia voi che gli altri.
     
    quindi. una volta valutato tutto in armonia col vostro essere senza redini, potete applicare le redini se volete, ma in giusta misura, e sempre nel rispetto della vostra persona.
     
    p.s.: mentivo sulla 28756° volta, è solo la terza =P
    24/07/2007

    perdere l'equilibrio

    è come camminare: a volte bisogna sacrificare una posizione di equilibrio per muoversi e raggiungere qualcos'altro.
     
    mi sento un po' così, ho sempre tenuto le distanze in molte cose, per paura di scottarmi, cercavo di non avere nulla per non aver nulla da perdere, e fino a un certo punto ha una sua logica di difesa, ma prima o poi deve terminare.
     
    puoi star sdraiato ed essere sicuro di non cadere mai, ma non potrai vedere più di tanto finchè non ti alzi.
     
    puoi star fermo in piedi in equilibrio ed essere sicuro di essere stabile sempre, ma non potrai mai raggiungere qualcosa finchè non ti metti a camminare.
     
    sacrificare il proprio equilibrio e sbilanciarsi per muoversi
     
    poi andando avanti magari le prime volte si cade, ma poi benchè si sia perso l'equilibrio statico se ne acquisisce uno dinamico, e non si disimparerà comunque a stare fermi in piedi.
     
    da quando ho coscienza sessuale (8 anni di età?) ho sempre pensato che entro la fine della mia vita mi sarei voluto scopare 19386581973 tipe, sempre, anche se ero legato a qualcuna. e fino a poco tempo fa. poi questo si è trasformato in una paura di aver conosciuto la persona giusta troppo presto, e paura di sprecare tale opportunità. ora è sparito tutto.
    ho perso l'equilibrio, mi sono gettato nella mia paura, ed è sparita come una immagine riflessa su uno specchio d'acqua che viene turbato dalla mano che cerca di raggiungerla.
     
    e mi calerò in questo specchio d'acqua lentamente fino a venirne completamente sommerso
     
    mi sa che sono innamorato, e in un contesto emotivo che si presenta a me sotto questa forma per la prima volta nella mia vita.