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desiderise ti vuoi godere una parte di te, o vuoi che una parte di te sia goduta, devi essere sicuro di questa parte di te. neo-dittatureper fare una dittatura ora devi passare per le regole. perchè c'è chi non le lascia nascere. a volte il popolo stesso.
quindi l'unico modo che resta per attuare una dittatura è plasmare il popolo per renderlo vettore della tua volontà. televisione.
è un processo molto lento e non è conscio come la dittatura in senso classico. è un sistema emergente, quindi una dittatura quasi.. spontanea. ed è ovunque nel mondo. e c'è sempre stata. e ci sarà sempre. 29/01/2008 proverbio cineseDiceva un saggio cinese : meglio tacere e sembrare stupidi, che parlare e darne la conferma
dico io: meglio parlare e capire che si è stupidi, piuttosto che tacere e potersi illudere del contrario
le illusioni portano agli errori
ispirazione: sconosciuto sul blog di eve :) 28/01/2008 forse freud ci ha presoho sempre avuto troppo la sensazione che la convizione che freud fosse superato fosse molto frutto di perbenismi e viaggi sotto lsd. jung ha sicuramente trovato chiavi di lettura importanti riguardo a sessualità e inconscio, ma trovo che in realtà queste sue "scoperte" non siano altro che complesse manifestazioni di ciò che freud aveva già schematizzato.
il primo punto, il più famoso e centrale, è l'importanza della sessualità nelle manifestazioni umane. jung dice che è una componente sì importante, ma non centrale, eppure ogni sua speculazione è riconducibile a una centralità della stessa. la spiegazione che posso azzardare riguardo alla centralità del sesso nelle manifestazioni umane è la seguente, ed è di tipo evolutivo.
nel corso dell'evoluzione della vita, a partire dalle prime forme di vita a noi, si sono sviluppate in sequenza alcune caratteristiche, e il sesso è stata senz'altro la prima, e veniva prima dell'intelligenza. gli organismi unicellulari privi di intelligenza hanno già la sessualità, che è la base della vita. la riproduzione è il presupposto primo per la vita. poi c'è la reattività verso input esterni, che negli organismi unicellulari è molto semplice e "chimica", ma già con le prime forme di vita cerebrali si trasforma in reazione di tipo attacco/difesa (violenza). e questo è il secondo presupposto per la vita. poi probabilmente arrivano le prime forme di rielaborazione, che partendo dall'esperienza vanno a rendere complessi e speculativi i meccanismi di reazione e sessualità, introducendo una sensibilità verso il futuro in relazione al passato. forse terzo presupposto per la vita, ma da qui in poi diventano meccanismi che aumentano solo le probabilità di sopravvivenza, ma non sono NECESSARI alla vita.
abbiamo quindi che man mano che l'essere vivente diventa più complesso cerebralmente, lo diventa partendo cmq dalla sua matrice primitiva.
le più palesi dimostrazioni che sesso per primo, e violenza per seconda, sono le cose che stanno alla base di tutto, le si trovano nei sistemi sociali: le religioni sono la dimostrazione del fatto che la prima cosa sollecitabile è il sesso, le società e i relativi conflitti (che una volta erano più direttamente "animali" e ora si svolgono più che altro a livello economico e sociale) la dimostrazione del fatto che l'altra cosa è la reattività a sollecitazioni esterne.
chiaramente ogni area del nostro cervello, sia sessuale, affettiva, creativa, e quel che vi pare, è più o meno sollecitata a seconda della situazione, ma il mio è un discorso proprio strutturale. cioè è una questione di strati, di progressività di manifestazione, come un albero coi rami, che là puoi vedere alcune foglie che si muovono perchè ci arriva una corrente, ma quelle foglie sono attaccate a un ramo, e ci possono essere 40 rami che sono attaccati a un ramo più grosso, e via dicendo, fino ad arrivare al tronco (E alle radici se vogliamo). cioè quello che sta sotto si manifesta in quello che sta sopra, in maniera apparentemente slegata. cioè il vento fa muovere le fronde, ma ci si dimentica di considerare che tutto quello è strutturato su un tronco. il tronco è la sessualità. le radici se proprio si vuole masturbarsi mentalmente, sono la connessione con il creato, di cui la vita è manifestazione che passa principalmente per la sessualità e poi per tutto quello che ci viene sopra. e ciò che manifesti (le foglie e ciò che ne esce) va a interagire col contesto (ecosistema, cielo, quello che si vuole), che viene modificato da te, e tale interazione si ripercuote su di te (tramite chessò, la pioggia e gli altri esseri viventi a cui l'albero dà vita), e lo riassorbi in parte con le radici. modello ad anello.
riguardo all'inconscio jung ha introdotto il concetto di inconscio collettivo come inconscio aggiuntivo oltre a quello individuale, prodotto della rimozione; tuttavia essendo l'inconscio collettivo un inconscio "educato", è di fatto inconscio individuale, ma sollecitato da un contesto che può essere comune a più persone. ma sempre individuale è. poi ha introdotto il concetto di archetipo, in relazione a ciò, come serie di simboli che vengono evocati, come "forme a priori" kantiane, ma anche questo è per il 99% educato. l'altra componente è direi genetico/evolutiva. riguardo alla pazienza ancora..è virtù dei forti effettivamente in un caso, e cioè se è legata a un piano che presuppone l'attesa come parte della strategia.
se però si forza in sè la convinzione che la strategia dell'attesa sia utile quando sarebbe più probabile una vittoria senza l'attesa, allora si ritorna al vecchio discorso e torna virtù dei deboli. capacità di autoanalisila capacità di analizzare una parte di sè è inversamente proporzionale all'espressione della stessa, ovvero l'espressione di una parte di sè condivide lo stesso canale dell'autoanalisi. e questo è dovuto a una questione strutturale, per cui nel cervello la parte dell'autoanalisi coincide con la parte che si vuole analizzare, e probabilmente l'autoanalisi avviene con una sollecitazione inversa della stessa parte. è un canale comune che ha un'occupazione massima, che può essere spartita tra analisi ed espressione. seguono 2 grafici:
questa è una parte di noi che si esprime e ti puoi spartire questa parte di noi tra espressione e analisi
qui abbiamo il grafico di proporzionalità inversa. all'aumentare dell'analisi su una parte di noi ne diminuisce la possibilità di espressione, e viceversa. il prodotto massimo è costante, cioè a seconda del nostro cervellino possiamo avere un massimo totale di queste 2 componenti. non è detto che si sia sempre al massimo, può essere che l'autoanalisi sia bassa e anche l'espressione di quella parte di noi lo sia, perchè ci sono altre dinamiche, come una struttura di modelli che agiscono dal superego, che ci possono portare a reprimere entrambe le cose in funzione del nostro equilibrio. a un certo livello è anche vero però che se consideri come nostra parte che si esprime anche il superego abbiamo che in realtà questa regola è sempre vera. perchè il nostro superego da un lato ha l'autoanalisi (benchè inconscia perchè tale è l'equilibrio), e dall'altro l'espressione (perchè sta trattenendo qualcosa, e quindi si sta esprimendo).
16/01/2008 la pazienza è la virtù dei debolila persona forte perchè dovrebbe portare pazienza quando ha la forza per agire all'interno del contesto?
è la persona debole che si maschera dietro la pazienza, perchè questo le permette di stare fermo e non mettersi in gioco/agire in un contesto che sente più forte di lui.
in maniera estesa: tu subisci un contesto perchè sei fragile, e visto che non sei un animale questa cosa non può essere accettata dal tuo superego, perchè necessiti di adeguarti a stereotipi di forza. allora mascheri tale paura di agire dietro la pazienza.
a volte può capitare che stai subendo un contesto perchè qualcosa di te, conscio o meno, sa che affrontare quella cosa ti serve a crescere, o ti palestra. insomma serve a te. ma in quel caso non stai portando pazienza, stai facendo palestra.
se invece si pensa al bimbo che tira i pugni all'energumeno, e l'energumeno lo ignora.. l'energumeno non sta portando pazienza perchè il bimbo non gli sta facendo alcun male, anzi eventualmente lo recepisce come massaggio dominare o subire, animale o cerebrale, trascinare o essere trascinati, vivere la vita da fuori o da dentro, subirla o dominarla. alla ricerca di una via di mezzo.la corteccia cerebrale caratterizza per spessore l'uomo.
la corteccia è, come tutte le altre cose del nostro corpo, uno strumento per aumentare le nostre probabilità di sopravvivenza.
e non a caso si sviluppa di più negli individui che incontrano difficoltà dal punto di vista psicologico. se poi i problemi che si hanno sono associati a una cattiva relazione con le altre persone si tende a sviluppare una certa sensibilità verso la natura umana, che ti permette di vedere più cose negli altri. ciò genera automaticamente un perverso meccanismo per cui si tende a deviare quelle che sarebbero le nostre manifestazioni dirette in funzione dei dati in surplus che possiamo cogliere. questa caratteristica quindi in un essere umano può essere più o meno accentuata a seconda del suo vissuto.
ne deriva che l'essere umano può spaziare tra una condizione simil-animale, di totale espressione di sè e noncuranza delle condizioni in cui è inserito, e una condizione simil-divina (in senso cattolico, perbacco), di totale rinuncia a sè stessi in funzione del contesto.
nella prima condizione si vive il contesto nel vero senso della parola. porti il tuo essere all'interno dello stesso e contribuisci passivamente alla sua evoluzione. si ha il vantaggio del totale godimento e dell'assenza di preoccupazioni, e lo svantaggio della totale passività.
nella seconda condizione si ha la pre-occupazione, che ti permette di non subire minimamente il contesto, e di plasmarlo in modo da avere meno problemi possibili, ed eventualmente più benefici possibili, ma questo passa necessariamente per una non spontaneità. quindi si ha il vantaggio della previsione di più problemi e quindi della maggior possibilità di evitarli/risolverli, ma si ha lo svantaggio della spersonalizzazione necessaria per portare le situazioni a proprio favore. è un vivere indiretto.
queste sono le 2 condizioni estreme. gli esseri umani sono sempre in mezzo a questi 2 poli, un po' sbilanciati da una parte o dall'altra.
io e altri 2 amici abbiamo avuto più o meno la stessa crisi legata al fatto che abbiamo (o sentiamo di avere) particolarmente sviluppato questa "sensibilità", che è il nostro punto forte ma anche la nostra fregatura. quella che ci permette di evitare problemi ma che ci lascia poi slegati dall'evolversi degli eventi, perchè tendendo a volerli controllare ne siamo necessariamente separati. e ne siamo più separati quanto meno mettiamo noi stessi al loro interno, cioè ne siamo più separati quanto più plasmiamo il nostro essere per plasmare il contesto.
in una certa fase sono stato convinto che questo fosse l'unico caso in cui non vale la regola "in media stat virtus" (la virtù sta nel mezzo, per le Calle varie :P). perchè pensavo che i 2 estremi fossero il top. o il totale essere fusi con la vita e subirla ma parteciparvi, o la totale separazione dalla vita, e quindi averne il totale controllo e avere la totale lungimiranza ma non potersi godere il momento, ma solo a posteriori l'aver fatto la cosa "giusta" (tagliando corto).
ma la via di mezzo esiste.
nel momento in cui si è a conoscenza della propria parte "animale" (se non la si conosce dovete andare a biodanza :D ), non ha senso rinnegare la parte cerebrale, che è un potente mezzo, per tuffarsi totalmente in quella animale. così come non ha senso rinnegare la propria parte animale in funzione di quella cerebrale. entrambe le parti senza l'altra metà sono cieche e assolutamente inadeguate. l'essere totalmente animale porta alla disfatta, ci si abbandona alle droghe, si vive allo sbaraglio, si è controllati da chi sa manipolare. l'essere totalmente cerebrale porta alla disfatta ugualmente, ci si preclude una sperimentazione ulteriore rispetto a quella già raggiunta, se non passando da prudentissime valutazioni, non si cresce, si controlla e non ci si manifesta mai, non ci si gode la vita, non si vive di fatto, e se qualcosa va male si ha il rimorso di non aver agito secondo nostra natura ma secondo una "tattica". si è dissociati. ovvero entrambe le parti hanno gravi problemi, ma a livelli diversi. sicuramente paragonabili come entità.
esempi forti:
1.un criceto in una gabbia di 30x30cm non diventerà mai schizofrenico. anche se ce lo lasci per metà della sua vita. metti un uomo in una gabbia di 3x3m per 3 anni con solo il cibo e l'acqua e il cesso. ciò non toglie che la condizione dell'animale sarà di sofferenza. 2.un uomo estremamente intelligente e conoscitore della natura umana può dominare il mondo, e passare la sua vita assolutamente privo di problemi, controllando le persone a suo piacimento recitando una parte. può anche morire senza aver mai avuto un problema reale e solo benefici. ciò non toglie che la sua condizione sarà stata una condizione di macchina, dove non ha mai vissuto lui, ma ha sempre vissuto un qualcosa recitato da lui, mentre lui se ne stava sullo sfondo. e se non è impegnato tutta la vita, appena si fermerà crollerà. esempi sul mondo del lavoro:
1. il capo ti opprime a gratis, lo sfanculizzi, ti licenzia. hai che hai espresso te stesso, e il capo statisticamente ottiene che a forza di licenziare bravi lavoratori solo per questioni di orgoglio l'azienda fallisce. partecipi a tue spese all'evoluzione di un contesto. rimani senza lavoro per un po', ma magari trovi un contesto di lavoro di pari opportunità o meglio, e con un ambiente lavorativo più piacevole. 50%
2. il capo ti opprime a gratis, tu subisci e lecchi, ti promuove, hai successo. non hai espresso te stesso, hai prolungato la tua attività lavorativa e migliorato il tuo stipendio, poi l'azienda fallisce perchè il capo è un coglione e tu perdi il lavoro. come l'altro. però da un lato hai guadagnato per più tempo, dall'altro ti è nata una metastasi alla prostata perchè ti sei trattenuto. che magari a licenziarti avresti potuto trovare un lavoro altrettanto proficuo e con un ambiente di lavoro più piacevole. o magari no. 50%
esempi sulle relazioni interpersonali:
1. la tua compa è in un certo modo contrastante col tuo. tu esprimi la tua posizione e perdi gli amici o l'initimità e il legame che avevi con loro. hai perso un legame che forse non aveva senso avere, o forse hai perso un legame che in futuro ti avrebbe dato qualcosa. 50%
2. la tua coma è in un certo modo contrastante col tuo. tu reciti per manipolare la compagnia in modo da creare un equilibrio per te vantaggioso. mantieni il legame da parte loro, quindi in futuro li potrai usare. e forse avrai bisogno di loro. o forse no e hai sprecato una occasione di manifestare te stesso. 50%
sono 2 modelli difettosi, ognuno a suo modo.
vabeh dicevamo la via di mezzo. posto che abbiamo entrambe le parti, e quella cerebrale è sicuramente quella che ci ha garantito la possibilità di diventare razza dominante sul pianeta, la via di mezzo dove sta la virtù è sicuramente quella di manifestare entrambe le parti quando necessario. ciò a livello teorico accade in 2 situazioni, la prima più "animale", la seconda più "cerebrale", neanche a farlo apposta.
la prima è semplicemente un vivere abbastanza con ignoranza la cosa, hai entrambe le parti e le solleciti per come si sentono di uscire. quindi forse puoi percepire un problema con un certo anticipo, e regolare la tua animalità di conseguenza, oppure appurare che una situazione è sicura, e dare libertà al tuo lato animale. però il tutto in maniera inconscia, semplicemente come ti viene. e sarà l'esperienza della tua vita a dare, a seconda delle situazioni, più o meno peso a una delle 2 componenti di te.
la seconda situazione è uguale alla prima, solo che fai il tutto in maniera conscia. e cioè aggiungi uno strato di controllo, come un controllo sul controllo. io controllo quando staccare o meno il controllo.
in linea di massima abbiamo che per tutti la condizione naturale è la prima. ed è forse la più "corretta". ma sicuramente chi è di molto sbilanciato verso la propria cerebralità tenderà a non accettare una simile "casualità" nella gestione delle 2 parti di sè, e non potrà che aggiungere un ulteriore controllo, per non lasciare al caso anche quello. questo meccanismo si innesca tanto più quanto più fallimenti derivano da una gestione casuale della cosa. quindi anche questo meccanismo di sovracontrollo si instaura tramite una modalità identica alla prima, e cioè "animale". ironico.
inutile dire che più l'individuo è sbilanciato verso la cerebralità, più è facile che questa inneschi una reazione a catena che genera sovrastrutture su sovrastrutture, perchè la parte animale, liberata sotto consenso di una parte cerebrale, non è liberata in modo animale, e sarà necessario aprire un nuovo canale per ottenere un effetto di reale animalità. 02/01/2008 aaa le feste invernali della vitaqueste vacanze hanno veramente spaccato dal punto di vista della piacevolezza delle cose fatte e vissute, e poi ci sono stati i brevi momenti di megacrisi, che mi hanno donato una vagonata di energie costringendomi a cercare nuovi equilibri meno dentro di me e più fuori di me, quindi insomma 100% IE :)
grazie Diane :* |
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